Ogni volta che le borse crollano, le banche deludono o i rendimenti non sono quelli sperati, tornano preponderanti gli acquisti di Buoni Postali Fruttiferi alla Posta. A nulla serve spiegare che i tassi fissi ‘sicuri’ ( scritto volutamente tra virgolette) oggi sono quasi nulli; che Poste Italiane, essendo un’azienda in ottima salute, non è costretta ad offrire tassi più alti per la raccolta di denaro( come le obbligazioni strutturate  recentemente balzate alla cronaca); e che Banco Posta  è una banca a tutti gli effetti …

Oggi un collega mi dice che un suo cliente vuole ritirare tutti i suoi risparmi investiti su fondi e titoli di stato per portarli in posta, per paura di ‘attentati’ e altre situazioni non gradite e stare tranquillo.

Molto difficile far riflettere sul fatto che Poste Italiane non è un’isola felice, perchè:

  • Le isole felici, cioè al di sopra delle parti e al di sopra degli avvenimenti economici e finanziari, non esistono. Poste Italiane, ora anche Spa quotata in Borsa,  agisce in un ben definito contesto e sottostà alla regole comuni del mercato
  • Poste Italiane, nella raccolta, offre interessi simili ai Titoli di Stato, perchè simile è il livello di rischio – molto basso – delle emissioni. Recentemente, anzi, PT non ha riconosciuto interessi promessi su alcune lunghe scadenze, proprio perchè ormai troppo alti e fuori mercato.
  • Il concetto finanziario di ‘sicurezza‘ è alquanto oscuro per molti e non corrisponde più con il mantenimento della ‘vera sorte’, come sentivo dire all’inizio della mia attività di consulente finanziaria. Non tiene conto dell’inflazione, di un pur minimo livello di rischio emittente, e ,storicamente non è stato certo il reddito fisso a far guadagnare di più ai risparmiatori…!

Di seguito la tabella, ripresa dal sito di Poste Italiane, riguardante un tipo di BFP 3X4, molto diffuso tra i  Risparmiatori

 

 

PT

Come vedete, l’ultima emissione , 20 marzo 2015, riconosce lo 0,20% annuo lordo per i primi 3 anni se non disinvestiti. Dunque, non possono essere paragonali ai Bot annuali e nemmeno ai CTZ , in quanto le scadenze sono diverse, tuttavia vedete da soli l’esiguità dei rendimenti ‘sicuri’. Non potrebbe essere altrimentiperchè Poste Italiane dovrebbe pagare di più? PT non ha problemi di bilancio, non è commissariata, è garantita da Cassa Depositi e Prestiti.

Al 12esimo anno, si arriva addirittura allo 0,80% lordo. Questo può sembrare una grande conquista, ma ne siamo proprio sicuri?

La domanda da farsi è la seguente:

Sono veramente certo che nei prossimi 12 anni, Obbligazioni e Azioni non possano dare rendimenti maggiori dei pochi decimi di questo ‘investimento’?

Se ne siete certi, ( cosa alquanto improbabile), allora fate bene a disinvestire tutto da fondi, azioni e obbligazioni e sottoscrivere questo o altri Buoni Postali.

 

Nulla in economia, nè in finanza è certo e sicuro. La nostra Vita è incerta per definizione e possiamo tutelarci da mattina a sera, prendere tutte le precauzioni possibili ed immaginabili, ma, per fortuna, la Vita non ascolta i nostri continui lamenti su come dovrebbero andare le cose e la nostra ossessionante ricerca di sicurezza. E dico, per fortuna, perchè, se ci pensate veramente, una Vita certa e sicura e di fatto predeterminata, alla fine, non piacerebbe a nessuno!

L’investimento sicuro, ‘al sicuro’ dalle intemperie esterne ( e scusate il bisticcio linguistico) , NON esiste.

Avreste mai detto che anche l’investimento nel  ‘mattone’ così caro a noi Italiani  sarebbe diventato variabile, costoso, volatile, illiquido?

Mai prendere decisioni in momenti di panico. Saranno le peggiori che avrete preso!

 

Che ne dite?