Quello che segue è un breve sunto del Convegno sul futuro delle banche, tenuto a Pesaro lunedi 30 maggio dal Professor Fabrizio Crespi integrato da alcuni miei commenti.

Nonostante tutto, noi Italiani siano ancora dei grandi risparmiatori:

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Abituati da decenni ad alti tassi ( BOT) in assenza quasi totale di rischio ( evento eccezionale), gli Italiani hanno continuato a pensare di poter avere alti rendimenti a rischi assenti o minimi. Devo aggiungere, però, un elemento al quale pochi risparmiatori ponevano attenzione. L’inflazione: quando entrai in banca nel lontano 1981, i Bot annuali rendevano il 18%.

Tutti contenti…

Tutti contenti?

I più attenti, (me compresa – che assistevo con stupore e per la prima volta a questa ‘elargizione’ di rendimenti a 2 cifre), capivano però il ‘tranello’: inflazione al 22%

Tali risparmiatori non solo non guadagnavano il 18% sul loro capitale, ma perdevo ben 4 punti percentuali nel potere d’acquisto della somma investita.

Ancor oggi, ahimè, il Risparmio degli Italiani non viene impiegato al meglio:

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(In neretto le attività finanziarie soggette al possibile Bail-in )

 

Nel solo anno 2015, sono sparite ben 28 banche e più di 1.000 sportelli in tutta Italia.

Crespi3 Fonte Bankitalia

Tutto questo, mentre gli Italiani tutt’ora decidono di aprire un conto corrente nella banca più vicina….

Gli sportelli non servono più, e si andrà in banca una o due volte l’anno, magari per un mutuo:

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Addirittura, per quello che riguarda conti correnti e le principali operazioni di pagamento ed incasso, non servirà nemmeno più la banca…… 

 

Crespi5

In questo contesto, netta sarà la differenza tra le attività bancarie semplici, come i pagamenti, le utenze, le carte ecc, e la consulenza finanziaria sugli investimenti ( risparmio, accantonamenti, pensione).

Mentre è possibile distribuire elettronicamente semplici servizi bancari, la consulenza per gli investimenti, per il proprio risparmio e la pensione NON possono prescindere dal rapporto personale con un valido operatore del settore

Voi, direte, porto l’acqua al mio mulino…

Certo, ma lo faccio perchè ne sono convinta:

in un Paese dove pochi conoscono la differenza tra i più elementari strumenti finanziari, il fai-da-te può essere molto pericoloso.

Inoltre, e non vorrei ripetermi per non annoiarvi, tutte le statistiche al Mondo evidenziano che investitori individuali sotto-performano in ogni fase del mercato ( vedi i miei articoli della categoria ‘ Finanza comportamentale’)

 

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito.

 

Raffaella