Continuano le inchieste sulle commissioni di performance, già evidenziato tempo fa da Report della Gabbanelli.

Le Commissioni di Perfomance, o Performance Fee, sono una sorta di premio auto- stabilito ed auto-incassato quindi prelevato direttamente dal fondo, in caso di risultati superiori a certi benchmark. L’idea sembra bella: un premio al ‘maggiore valore aggiunto’  ed al merito, ma nella realtà, si tratta di un alto balzello, nascosto ed illegale, che viene spillato ai clienti che hanno acquistato quote di quei fondi.

Solo nei primi 3 mesi di quest’anno, i Risparmiatori italiani hanno pagato – e non sapevano di farlo – oltre € 400milioni di commissioni di performance che sono come ho detto vietate e che quindi vengono accuratamente nascoste dal gestore del fondo comune o della sicav che le applicano. Oltre che abbassare notevolmente i risultati del fondo, come si può ben capire, questa mole di denaro va a finire nelle già pingui tasche di banche, sim e società di gestione.

Leggete l’intero articolo tratto da l ‘Espresso :Espresso_28_05_2015

Ci sono addirittura delle società i cui bilanci sono attivi quasi esclusivamente grazie all’incasso di questi soldi e questo, a mio personale avviso, è anche assai pericoloso, in quanto il piedistallo della azienda di basa su introiti comunque vietati da Bankitalia e percepiti in modo incorretti, per non dire altro!

Che fare?

Chiedere e pretendere di sapere se sul proprio fondo comune o sicav viene applicata la commissione di performance.

Se sì, c’è un’altra semplice e veloce cosa da fare: stare alla larga da quelle società che si arricchiscono ulteriormente nell’ombra….

Oggi abbiamo finalmente il privilegio e il sacrosanto diritto di poter scegliere a chi affidare i propri soldi.

Le banche non sono tutte uguali…

e nemmeno i consulenti finanziari...

‘C’è una porta che indica l’uscita…perchè nessuno la usa?’  –  Lao-Tsu (Cina, ca.500 a.C.)