Il Dominio della Silicon Valley e l’attacco di coscienza

Dopo aver messo al sicuro le immense fortune accumulate in questi anni, l’élite digitale della Silicon Valley pare sia preoccupata per i mostri che essa stessa ha creato e soffrirebbe di un “attacco di coscienza”.

Dovremmo crederci?

Si stanno moltiplicando nella Silicon Valley associazioni, istituti e resort che si occupano di consapevolezza, livelli energetici, yoga e quant’altro e che sono diretti principalmente da milionari ex-tech, fondatori, ideatori o CEO proprio di quelle aziende da cui oggi prendono le distanze, ma che hanno determinato le loro fortune.

Per esempio, Chamath Palihapitiya, un ex-executive di FB divenuto milionario con le stock-option e uscito dalla società nel 2011, è l’ultimo di una lunga serie a suonare l’allarme, come leggo su ‘The Sunday Times’ del 17 Dicembre scorso.

 

foto di Chamath Palihapitiya
Chamath Palihapitiya

Palihapitiya sostiene che Facebook stia lacerando la società e che ai suoi figli non sia permesso di usare questa ‘robaccia’ ( in effetti la parola usata era diversa e cioè ‘s…it’).

Anche Sean Parker , primo presidente di FB, ammette che facebook è una piattaforma che “sfrutta la vulnerabilità” delle persone e che “Dio solo sa il danno che sta facendo al cervello dei bambini”.

 

foto di Sean Parker
Sean Parker

 

Un reale attacco di coscienza?

Saranno autentiche queste ammende? Sarà veramente presente un attacco di coscienza all’interno di coloro che hanno determinato il dominio della Silicon Valley?

Oppure questi giovani milionari cavalcano l’ondata di rivolta che si sta producendo contro i social dopo il Russia-gate su FB, le fake news su Twitter e il fatto che Google venda pubblicità anche attraverso contenuti estremi?

Non lo sappiamo, ma sicuramente questi “pentiti” dei social non hanno in mente di far nascere un anti-FB. Infatti Palihapitiya ha fondato Social Capital, assieme a filantropi, tecnici e imprenditori, che ha come scopo quello di ”risolvere i maggiori problemi del mondo” (mica male come mission, aggiungo io!!!).

Anche Sean Parker,  con la sua Parker Foundation cui ha donato $ 600 mln personali, si occupa ora di salute, in particolare ricerche sul cancro, allergie ed altre sindromi.

E’ una sorta di espiazione?

Si dice che qualcuno non riesca a dormire, di soffrire di sensi di colpa, di star male, perchè costoro sanno che sia Facebook che Google – che sono assieme i destinatari del 95% del totale incremento di pubblicità online –  hanno come modello “la dipendenza psicologica degli utenti”, quindi di gran parte della popolazione.

Io non mi chiedo se Parker e gli altri siano sinceri o meno; preferisco controllare quello che posso controllare, cioè la mia personale esposizione ai social.

Tutti gli strumenti possono essere utili o dannosi, a seconda dell’uso che se ne fa.

Attenzione però ai bambini e ai ragazzi!

Perchè se ci si alza di mattina e si controllano subito email, facebook o altri social prima di dire buongiorno a qualcuno, beh questa è già dipendenza, come alcol, droga o gioco d’azzardo!

 

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