Rispetto a soli 50 anni fa, noi donne abbiamo fatto passi da gigante sia nella vita privata che in quella lavorativa, almeno nei paesi occidentali.

Abbiamo migliori risultati scolastici ed accademici, studiamo più a lungo, abbiamo più possibilità professionali; tuttavia, e questo avviene non solo in Italia, noi donne continuiamo a guadagnare meno degli uomini, a sobbarcarci tutti i lavori di casa, famiglia e di assistenza agli anziani, e ad uscire più spesso dal mercato del lavoro.

” Non scendo, ma mi fermo”, scrive Danda Santini su IoDonna del Corriere, riportando uno studio secondo cui molte donne si fermano a metà carriera ( Report Internazionale di Egon Zehnder, leader mondiale nella ricerca di personale ad alti livelli): le dirigenti che ‘ce l’hanno quasi fatta’ rimangono generalmente al di sotto del più alto gradino della scala gerarchica aziendale, incolpando le persistenti pressioni, la competizione impari, la difficoltà gestionale e forse anche una mancanza di visione più olistica, tipica del Femminile.

Ecco perchè invece le donne dovrebbero avere un rapporto più sereno e positivo con il denaro, una consapevolezza maggiore che le aiuti nel difficile compito di dover provvedere a (quasi) tutto.

Come ho accennato prima, persino negli USA, il rapporto  donne-denaro non è stato ancora risolto.

Dirò una cosa che molti non condivideranno, ma sono convinta che le donne che si occupano di soldi e investimenti sono considerate tuttora un po’ sospette, per non dir peggio, persistendo il malcelato credo che soldi e affari debbano rimanere ad esclusivo appannaggio degli uomini.

Infatti – le si può tacciare di egoismo, materialismo, avarizia, attaccamento ai soldi ecc.,

Pensate solo ai contenuti educativi di quella che io consideravo essere una ‘strana’ materia  insegnata a scuola 50 anni fa solo a noi bambine, l’ ‘Economia domestica’,( che di economia non aveva nulla!),  e al fatto che fino a 20/30 anni fa, per esempio, gli impiegati di banca fossero prevalentemente maschi ( io ho lavorato alla Comit di Ancona nei primi anni ’80: su circa 90 impiegati, c’erano solo 3 donne).

Ma, direte, 0ra le banche sono piene di belle giovani ragazze?

Tranquilli, sono solo nei posti meno importanti. Poche le dirigenti, le direttrici, pochissime siedono nei CDA delle banche e delle aziende italiane in genere.

E le professioniste del settore finanziario, come le consulenti? Peggio mi sento.

Pensate che, al mio esordio quale CF 30 anni fa, noi consulenti finanziarie eravamo solamente il 5% degli iscritti totali all’Albo; oggi raggiungiamo il 21 %, che è comunque molto poco e la dice lunga sulla situazione italiana nell’industria finanziaria.

https://www.bluerating.com/banche-e-reti/535002/consulenti-le-donne-doro-delle-reti

In conseguenza – o forse a causa – di ciò si sono formati negli anni dei concetti, anzi dei preconcetti, su come dovrebbe essere il rapporto di noi donne con il denaro e della sua gestione.

Secondo me, questi ‘miti’ sono semplicemente falsi:

  1. Le donne avrebbero un bisogno maggiore di educazione finanziaria che non gli uomini. In realtà, la differenza di conoscenze e di abitudini finanziarie è irrisoria. Sono le donne stesse che in genere si sottovalutano e gli uomini, al contrario, spesso ostentano conoscenze che non hanno; di qui la differenza percepita.
  2. Alle donne non piacerebbe rischiare. Probabilmente deriva dal fatto che hanno a disposizione meno denaro degli uomini, e quindi non possono permetterselo. Pensiamo per esempio alle mamme single, così numerose negli Usa.
  3. Le donne sognerebbero solo scarpe e vestiti firmati. Vi ricordate ‘Sex&TheCity’? Le ho viste tutte le puntate della serie, ma già allora mi disturbava questa etichetta che, se andava bene per Carrie Bradshaw( nella foto) , non  si adattava a moltissime altre donne, me inclusa. Inoltre, tanti uomini hanno una serie  non meno nutrita di costosi  gadget( smartphone, accessori per auto, le auto stesse ecc. )
  4. Sarebbe poco ‘appropriato’ – per una donna – occuparsi di soldi, men che meno su come investirli e utilizzarli al meglio. Questo è un enorme problema prima di tutto culturale e poi economico-finanziario, e che io – ahimè – riscontro ancora tutti i giorni. Ed è spesso colpa di noi donne. Sento ancora tante di loro dire:” Ah, del denaro non mi interesso”, ” Per carità, ci pensa mio marito”, ”Io sono una persona che non bada ai soldi”, ” I soldi portano solo litigi  scontri ed io sono una brava persona!” e via discorrendo.…        Molte donne, così dicendo, si vogliono creare una ( improbabile) ‘aura’ di bontà e di celestialità, che a sua volta rafforza il falso mito da cui proviene.
  5. Le donne non avrebbero tempo di occuparsi di soldi, risparmi e investimenti. Questo è in parte vero, visto tutte le incombenze che una donna si assume nella gestione della casa. Spesso, però, questa potrebbe essere solo una scusa per  nascondere tutti i concetti di cui sopra, alimentando all’infinito questi falsi miti.

Nella mia pratica trentennale, ho sempre cercato di far capire alle mie clienti, prospect, amiche, l’importanza di una anche minima  educazione finanziaria e di un sano rapporto col denaro, che non debba essere né giustificato né trattato come indice di egoismo, attaccamento, grettitudine.

Il miglior rapporto che ne consegue è infatti indice di intelligenza, e non già di avarizia,  perchè il futuro, e il presente,  può essere migliore o peggiore a seconda delle scelte che si fanno tutti i giorni – anche con il borsellino!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amiche mie, che ne pensate?