Per ogni notizia sui mercati finanziari , specie se negativa, la stragrande maggioranza dei giornali e delle TV usa titoloni roboanti,categorici e palesemente semplicistici per descrivere i fatti successi. In realtà, anzichè informare, questi mezzi servono ad instillare ulteriori timori e dubbi sul risparmiatore, con un effetto devastante sul comportamento di quest’ultimo.

 

Seguo i mercati finanziari da oltre 30 anni. In tutto questo tempo, ho visto molti alti e bassi, molti tori ed orsi nelle Borse, euforie e depressioni in economia, guadagni e perdite per i risparmiatori e investitori. Certamente le crisi e le seguenti riprese sono sempre state differenti, perchè sono state diverse le cause e quindi ogni similitudine è incorretta, e rappresenta solo una semplificazione e una generalizzazione. Dunque, anche se successe entro un breve lasso di tempo, ritengo che le crisi finanziarie ed economiche siano sempre diverse fra di loro.

Ho notato però una cosa sempre uguale a se stessa. Un fatto noto sicuramente in tutto il mondo, ma che in Italia – data la mediocre qualità del giornalismo – gode di una maggiore enfasi:  ad ogni crisi o notizia finanziaria, borsistica o economica negativa, i giornali e le tv nostrani diffondono le relative notizie con titoli urlati – in TV – ed  enfatizzati con caratteri enormi, sulle testate giornalistiche . Chi mi conosce, sa bene che io ribatto molto spesso questo pensiero e sono quasi sempre in polemica con quei giornalisti  che usano questi mezzi generici, imprecisi e che riflettono un marketing di basso profilo. Ma il mio ‘rimprovero’ non è solo di carattere editoriale , pur sapendo che un professionista che scrive  ha una elevata responsabilità verso i propri lettori o telespettatori,ma in quanto questi articoli possono influenzare il comportamento del risparmiatore o dell’investitore in genere.Si assiste infatti – sempre – ad ondate di vendite ( o di acquisti ) nelle borse nei momenti meno opportuni . Scelte fatte sull’emotività e sulla paura del momento, verosimilmente foraggiata da continui e martellanti articoli o trasmissioni televisive.

Come ha semplicemente ma efficacemente riassunto in un breve articolo, Federica Mascia in Economia e Mercati il 23 ottobre scorso ‘Dal Black Monday del 1987 ad oggi: mai vendere d’impulso’, notiamo che i disinvestimenti di massa nelle Borse sono sempre avvenuti nei momenti sbagliati  e che la causa principale è stato l’agire d’impulso, per paura e per mancanza di consulenza vera.