I Mercati al 20 Marzo 2017 e i malumori italiani

I Mercati al 20 Marzo 2017 e i malumori italiani

Di seguito i dati relativi alle settimane di marzo.

6Marzo

al 6 Marzo

13MARZO

13 Marzo

20mARZO

20 Marzo e di seguito il rendimento dei Titoli di Stato alla stessa data:

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Ricordiamoci che tutt’ora i rendimenti dei Titoli di Stati, cioè il tasso fisso per eccellenza ( e quello più sicuro), rimangono negativi per le durante brevi e medie, sia in Italia che in Germania.

Un altro fattore che non desta affatto sorpresa, ma solo delusione è che la Borsa Italiana sia sempre la peggiore in termini di rendimenti e di trasparenza rispetto tutte le altre borse  in Europa.

Proprio non riusciamo a (ri)mettere in piedi questo  nostro Paese, a renderlo più moderno e più efficiente.

Pur amando tanto l’Italia,  a volte ho veramente la sensazione che qui non vada mai bene nulla e che tutti i tentativi fatti  siano peggio delle situazione già in essere, ormai incancrenite.

Con sorpresa, allora, ho letto un articolo su  ‘Il Foglio’ di Claudio Cerasa, dove si vuole dimostrare che, a dispetto dei ‘venditori di malumore’, in Italia le cose non vanno poi così male.

http://www.ilfoglio.it/economia/2017/03/29/news/quei-dati-economici-che-parlano-di-un-italia-in-crescita-127566/

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Il giornalista sciorina dati, numeri, statistiche che io non sono in grado di controllare o verificare percui le prendo per buone. Ma il fatto di usare solo numeri per giudicare un miglioramento nella vita di noi Italiani proprio non mi convince.

Certamente però Cerasa ha ragione nel dire che l’atavica propensione al lamento in Italia sia sfociata negli ultimi anni in un seria e persistente attitudine al malumore, al disfattismo e al pessimismo. Ma – mentre il giornalista afferma che poi, in fondo, l’Italia non sia messa così male –  io penso invece che sì, siamo messi molto male e personalmente vedo anche che il cosiddetto miglioramento non è iniziato.

Non mi considero una sfascista o una mercante di malumore, ma il mio lavoro giornaliero di consulente finanziaria e anche di comune cittadina italiana, mi porta a fare considerazione quasi opposte a quelle pubblicate ieri sul ‘Foglio’,nelle piccole e nella grandi cose.

 

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Innanzi tutto, tv e giornali partecipano attivamente ad incrementare questo clima negativo per una semplice regola di mercato e, direi, psicologica: noi umani siamo più attratti da notizie drammatiche che non da una fiaba a lieto fine. TV  e giornali, da sempre, per vendere di più, avere più ascoltatori e telespettatori (e quindi più introiti pubblicitari e sovvenzioni)  pubblicano più spesso notizie di disastri, pericoli, e scempi vari.

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Detto questo, oggi ci sono più che mai tutti i motivi per essere preoccupati del futuro dell’Italia e non per partito preso o per ‘traffico di malumore’, ma per quello che succede a noi semplici cittadini in una normale giornata, senza scomodare studi, statistiche e grandi disquisizioni accademiche.

  • Sappiamo bene che i treni sono pochi, sporchi e in alcune zone assenti, costringendoci ad usare vetture private usate in strade senza un minimo mantenimento o a pagamento!   
  • Nelle scuole manca pressochè tutto e i giovani poi non trovano lavoro
  • Servizio sanitario pubblico che soccombe a quello privato e tutela della salute pubblica inesistente.
  • Il rapporto con l‘Amministrazione Pubblica e aziende affini è a dir poco vergognoso. Se io trattassi i miei Clienti come lo Stato fa con noi Cittadini, io dovrei cambiare lavoro
  • Evasione fiscale da incubo – il che ‘giustifica’ il furto dichiarato dell’alta pressione fiscale
  • Panorama politico inverecondo
  • Non se ne parla più: ma mafia, camorra e ‘ndrangheta sono vive e vegete ovunque in Italia
  • e….infine ( anche se l’elenco non è affatto esaustivo) l’ enorme tasso di corruzione in Italia. In Europa solo i Greci e i Bulgari sono più corrotti di noi!!!!

 

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Invece Cerasa afferma serenamente (‘ col cavolo!’  come dice espressamente lui) che il Pil è – leggermente- cresciuto, ma cresciuto, che a Malpensa atterrano più aerei, che si acquistano più autovetture, e che, nonostante reticenze maniacali, si faranno la TAV, le TRIV  e la TAP, come se queste opere – giudicate da molti esperti già inutili ed obsolete – avessero  il potere di rimettere in moto la nostra economia.

Quello che metteranno in moto, anzi che spingeranno in avanti, saranno corruzione e infiltrazioni mafiose a go-go.

Confidare sulla crescita del  PIL come parametro della ricchezza e del benessere di un Paese è un’operazione arcaica, direi vetero-industriale;  come nella legge dei polli, un aumento del PIL potrebbe sì indicare l’aumento della ricchezza ma non garantire che questa sia cresciuta in proporzione per tutti. Infatti non lo è.

Se essere ‘sfascsiti’ non porta a niente, divulgare in modo evidentemente parziale certi dati è fuorviante e pericoloso, e mi sembra solo un tentativo di controbilanciare una parte politica/partito/giornalista della fazione opposta, senza aggiungere nulla all’analisi.

Forse ci fa sentire per un attimo meno impauriti e meno arrabbiati, perchè in fondo va tutto meravigliosamente bene!

 

 

 

 

Informazioni sull' autore

Raffaella Paci

Consulente Finanziaria e Previdenziale da oltre 25 anni, regolarmente iscritta all' OCF ( Albo dei Consulenti Finanziari ) e Poliglotta per passione!

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