Di seguito alcuni numeri e percentuali che ci descrivono l’andamento di borse e titoli in queste settimane:

 

(Più significativa l’ultima colonna YtD: Year-to-date cioè da inizio anno ).

E sotto i rendimenti dei titoli a reddito fisso governativi internazionali ( 2, 5, 10, 30 anni):

 

Visibile le ripercussioni dell’aumento dello spread sui Titoli di Stato italiani.

Di seguito riporto le quotazioni delle 3 principali banche Italiane ( Intesa, Unicredit, UbiBanca) per mostrarvi come si sono mossi – da inizio anno – i prezzi delle loro azioni ( non tenendo conto del dividento distribuito).

E’ solo un esempio, ma conferma il valore della diversificazione:

BANCA INTESA    – 32,2%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNICREDIT  – 30,61%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UBIBANCA  – 29,58%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perdonatemi il confronto un po’ semplicistico, ma un portafoglio bilanciato e ben diversificato dall’inizio dell’anno è in perdita di 4 -5 – max 6 punti percentuali a seconda della effettiva composizione del portafoglio ( azioni, obbligazioni, valute, ecc.)

E il reddito fisso? Nello stesso periodo, ad esempio, il BTP 15Ott.23– considerato, come tutti gli altri titoli a cedola fissa, un investimento sicuro e non ‘rischioso‘,  ha perso circa il 7%:

BTP 15OTT23       IT0005215246   –  ( ced. semestrale lorda 0,325%)

 

Viviamo un periodo di alta volatilità sia del reddito fisso – già da tempo con rendimenti quasi nulli – che del reddito variabile, tipico del comparto azionario (equity). E’ una situazione piuttosto nuova, chiamata da analisti ed  economisti, ‘The New Normal’, cioè ‘la nuova normalità’, che, perciò, dovrebbe durare ancora…

Ritengo che proprio in questi difficili periodi, la vicinanza di un bravo professionista del settore  possa fare la differenza, per evitare mosse errate, aspettative utopiche o esagerato pessimismo, che facilmente sfocia in catastrofismo, deleterio per ogni decisione o pianificazione.

 

Che ne pensate voi?

 

Raffaella P.