”I robo-advisor sono una nuova generazione di consulenti finanziari nata sul web con l’obiettivo di aiutare tutte le   persone a gestire i propri risparmi e ottenere un portafoglio d’investimento migliore o alla pari di quello proposto da un consulente tradizionale”

Stefano Slacabos  in   Finanza Personale   25 Novembre 2014  .

 

E’ nata una discussione su Linked-in sul proliferare dei consulenti finanziari online, altrimenti conosciuti come Robo-Advisor. Pur dando il benvenuto ad ogni strumento che cerchi di svecchiare  l’industria del Risparmio in Italia, vorrei citare   4  punti che ritengo rilevanti:

  1. I costi della gestione e della distribuzione sono assai alti in Italia e spesso non corrispondono ad un reale impegno teso a migliorare i risultati degli investimenti. Specialmente riguardo la sola distribuzione, che la fa da padrona ancora in Italia , questi costi sono spesso esorbitanti, e, peggio ancora, ‘occultati’.Ma non mi risulta che  i robot possano lavorare a costi bassi o bassissimi. Senza un ritorno economico, neanche le macchine si mettono al lavoro….
  2. L’autore dell’articolo afferma che il Robo-Advisor riduce al minimo il rischio dell’ investimento. Infatti egli giustamente scrive che anche i più bravi gestori,  consulenti o investitori possono prima o poi sbagliare. Niente di più vero! Ma poi arriva la contraddizione:: se è vero che dietro il Robo-Advisor non c’è solo una macchina, ma un team di esperti e di analisti finanziari che si riuniscono in comitati per prendere decisioni , non capiscono come questi signori non possano,anche loro, a volte sbagliarsi!
  3. L’uso della tecnologia in Italia è solo apparentemente diffusa a livello capillare.Mentre giovani e giovanissimi (che sicuramente non hanno risorse per investimenti) sembrano iper-tecnologizzati ( viste le vendite di smart-phone e delle relative app.)  in effetti non lo sono come altri coetanei di altre parti del mondo. Dati recentissimi hanno rilevato che nel 2014 solo 22 milioni di Italiani ( 1/3 circa della popolazione) si è collegato almeno una volta ad internet. Se togliano i bambini più piccoli e gli anziani ( quelli che tra l’altro hanno le risorse accumulate nel tempo), verosimilmente solo 1 Italiano su 2 usa il web. Pochino, ma basta andare all’estero per accorgersi di questo enorme divario. ( Ho scritto sull’argomento un articolo sul mio blog, dal titolo ”  Internet ed il Terzo Mondo” datato 19 settembre 2014)                                                                                                                    
  4. Immagino che l’ utilizzo del  Robo-Advisor ( come piattaforma/macchina/dispositivo  ) necessiti comunque di una sia pur     minima conoscenza dei mercati finanziari e degli strumenti in essi operanti, nonchè del loro funzionamento. La mia  lunga   esperienza di promotrice finanziaria e formatrice – in giro per l’Italia – mi conferma, a tutt’oggi, una grave mancanza di  educazione finanziaria:  il Risparmiatore spesso  non ha capito bene quello che ha sottoscritto, come sono distribuiti o diversificati i propri investimenti mobiliari, tanto meno conosce il livello di Rischio insito all’investimento stesso.

 

I rapporti personali, come in tutti gli altri campi, sono essenziali anche in questo delicato settore. Ci sono anche  medici online, avvocati online, ma staremmo veramente meglio se ci affidassimo a chi non ci ha nemmeno mai visti? La vera rivoluzione e la  vera modernizzazione della industria nostrana del Risparmio passa certamente per  l’uso del web, delle app. dei tablet ecc ecc. ma necessariamente anche per il rapporto umano , sempre che, ovviamente, la persona che si sia scelta  per la gestione dei propri  denari, sia una persona corretta, affidabile e competente.