Nonostante le grandi raccolte degli ultimi anni, le stragrande maggioranza delle famiglie italiane non si avvicina ai Consulenti Finanziari ( ex Promotori) come professionisti del Risparmio e continua imperterrita a privilegiare percorsi fatti e rifatti: lo sportello della banca e della posta in primis!

Eroe, parola grossa! Mi direte che sono impazzita e che sto auto-celebrandomi senza ritegno, ma vi prego di leggere fino in fondo questo mio articolo, prima di decidere se io abbia ragione o meno. Da qualche tempo a questa parte, parlando con tanti colleghi, avevo un pensiero ricorrente in mente riguardo la professione di consulente finanziario; non osavo però esternarlo, ritenendo che la mia potesse essere solo una voce al vento.

Un giorno, tuttavia, studiando accuratamente un articolo di Michael Palumbos, Wealth Advisor di Rochester, NY, mi ha colto una grande meraviglia nel leggere quelle che io ritenevo essere solo mie considerazioni personali.

Certo, sono evidenti le differenze tra il mercato dei Servizi Finanziari italiani e statunitensi, ma il signor Palumbos afferma che negli Usa ( e oggi anche da noi in Europa)

a ‘nessuna Professione vengono demandate tante competenze come ai Consulenti Finanziari’

FinBizCome vedete nell’immagine sopra, ci sono ben 9 macro-aree che ogni CF deve saper padroneggiare bene, e non tutte – come il Marketing o la Tecnologia – sembrerebbero necessarie di primo acchito ( visto che non ce n’è traccia all’interno di banche o poste) ma che sono in realtà di primaria importanza per il nostro lavoro.

Ma non finisce qui: ogni macro-area contiene un numero ben più grande di micro-aree, che noi consulenti finanziari non possiamo permetterci di non conoscere o di evitare di occuparcene.

FinBiz1

Quando ho iniziato questa professione, bastava qualche nozione di matematica finanziaria, qualche conoscenza sui mercati e qualche concetto di marketing per poter avere un discreto successo.

Oggi, a distanza di tanti anni, con la globalizzazione dei mercati, la moltiplicazione dei prodotti e servizi finanziari e l’accesa concorrenza tra più partecipanti, a noi, ma evidentemente solo a noi CF, sono richieste precise e aggiornate competenze nei seguenti campi :

  • Mercati finanziari domestici ed internazionali, valute, indici, rating ecc
  • Teoria del Portafoglio, Teorie Economiche, Frontiera efficiente ecc
  • Diritto di Famiglia, Successioni ecc
  • Normative italiane ed europee sul risparmio/investimento
  • Assicurazioni, pensioni pubbliche e integrative
  • Prodotti in circolazioni ( titoli, derivati, certificati ecc)
  • Contabilità
  • Fiscalità
  • Lavoro d’ufficio, email, telefonate, lettere ecc
  • Educazione Finanziaria
  • Aggiornamenti e Formazione continua
  • Finanza comportamentale, PNL, ecc.
  • Marketing, Public Relations, Organizzazione di Eventi, Format ecc
  • Social Networking ,FB, Linked-in, Twitter , blog ecc
  • Psicologia
  • Tecnologia digitale, pc, tablet, smartphone, phblet
  • …. e tanti altre nuove competenze!

 

Molto difficile trovare in un’unica persona tutta questa preparazione, in campi anche non attigui tra di loro!

Ma a noi è richiesta.

Non siamo già degli ‘eroi’ sapendo di dover continuare a studiare e a formarci per tutta la vita in settori così diversi?

Ma la parole ‘eroe’ ci si addice ancora di più allorquando vediamo che la maggior parte delle famiglie italiane privilegia ancora i vecchi canali (banca tradizionale e posta) per la gestione dei propri soldi.

(Mi verrebbe da dire: ”Tanto rumore per nulla!)

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Dunque, tutti nostri sforzi ahimè sono ancora canalizzati verso una esigua parte di risparmiatori/investitori, cioè di coloro i quali scelgono di avvalersi delle conoscenze e competenze di un CF.

 

Sto generalizzando, naturalmente: ci sono di sicuro ottimi bancari e altrettanto pessimi consulenti, ma resta il fatto che a noi si richiede una cultura ntegrata, non solo

            finanziaria, ma anche relazionale e commerciale, informatica e giuridica.

 

Una preparazione dunque a tutto tondo,

di cui il primo ad esserne il beneficiario assoluto

è di certo il Cliente.

 

Chissà quanto tempo ancora passerà prima che i Risparmiatori/Investitori italiani ci vedranno con lo stesso sguardo con il quale gli stessi guardano il proprio medico, il proprio commercialista o il proprio avvocato!

 

E voi come la pensate?