Il muro vicino a casa mia a Berlino Ovest
Il muro vicino a casa mia a Berlino Ovest

Questa settimana, esattamente domenica 9 Novembre, il Mondo ha festeggiato il 25° anniversario della Caduta del Muro di Berlino. Una data che rimarrà nella storia ma che non ha impedito che altri muri in giro per il mondo fossero ancora costruiti da allora. Questo articolo è un breve pensiero su questa magnifica ed unica città dove io ho abitato da giovane studentessa.

Andai a Berlino nel lontano 1975 subito dopo l’esame di Maturità. Non avevo scelto io questa città – per noi ancora troppo lontana, sconosciuta e dalla situazione politica incomprensibile- ma erano stati, quelli che io chiamo, i ‘casi della vita’: situazioni che succedono e basta, senza ricercarne motivazioni e ragioni.

Pochi ad Urbania conoscevano infatti la situazione politico-geografica di Berlino ed anche io, prima di partire, ho dovuto riaprire parecchi libri di storia e cercato di informarmi come si poteva allora, che non c’era nè Google nè Wikipedia. Ho anche faticato tanto a spiegare come scrivere esattamente il mio indirizzo a Berlino Ovest sia a mia madre che agli impiegati delle Poste. Allora non c’erano nemmeno i cellulari e ci si scriveva delle belle lunghe lettere e rarissime erano le telefonate.

Vi ricordate?

Abitavo presso una famiglia tedesca a Berlin-Rudow , a sud-est della città, ultima fermata della metropolitana- linea nera -.Settore americano di Berlino – Dalla mia camera da letto, vedevo da vicino i campi incolti attigui al muro, dalla ‘nostra’ parte; dall’altra parte, i campi ‘curati’, senza sterpaglie ma pieni di filo spinato e mine , torrette con soldati armati, cani da guardia! Questo è stato il mio primo incontro con il muro, un quadro che mi accompagnava tutti i giorni. Naturalmente poi ho visto tanto volte le parti più conosciute, come il Check Point Charlie (il posto di blocco al centro città, tra le due Berlino) e le finestre murate di palazzi che si trovavano nel ‘confine ‘ con il Settore della Unione Sovietica. Luoghi tristi e surreali, così come lo erano i racconti dei numerosi tentativi di oltrepassare quel muro.

Una cosa in particolare mi colpiva: nonostante che il Muro non si vedesse da tutte le parti della città, comunque si ‘sentiva’ e se ne avvertiva la sua presenza. Nessuno ne parlava, pochissimi pronunciavano la parola ‘Die Mauer’ e per indicare Berlino Est semplicemente si diceva ‘drueben’ , cioè al di là, oltre , senza menzionare il Muro. Tutti avrebbero capito ed anche io imparai presto!

Forse per superare questo isolamento forzato e questa peculiare mostruosa situazione, Berlino diventò meta di tante giovani famiglie tedesche e giovani studenti provenienti  da ogni parte del Mondo nonchè luogo ideale per avanguardie artistiche e culturali di ogni tipo.

Vivere a Berlino è stato come studiare 10 libri di Storia contemporanea senza mai aprirli. Nessun altro posto al mondo avrebbe potuto essere così chiaro e semplice nel far capire cosa fossero la Guerra Fredda, il confronto tra il Blocco Sovietico e noi Occidentali, il Comunismo ed il Capitalismo , perchè era tutto lì, all’interno di una spazio limitato, ma guardato e controllato a vista da tutto il Mondo!

Quale esperienza per me è stata conoscere die Berliner Mauer!