Tasse sulle rendite finanziarie, la guida agli investimenti per evitare il salasso

dal quotidiano ‘Libero’ – pagina Economia – del 29 marzo 2014

 

Vorrei commentare questo articolo, di cui non conosco l’autore perchè non ne ho trovato il nome e riportarne l’ultima parte, che virgoletterò.A parte il giudizio negativo sulla nuova legge che condivido con Libero, vorrei parlare di questa improvvisata guida agli investimenti che l’autore ci propina.Come fare , secondo l’autore, per evitare il salasso?

Beh, molto semplice!

Basta mettere i propri soldi nei libretti bancari o postali (12,50%), i conti depositi (20%) e i buoni postali fruttiferi(12,50%) e obbligazioni (di cui vi parlerò a breve).

L’autore si è però dimenticato:

A : di citare che tutti i titoli di Stato sono rimasti tassati al 12,50% rimanendo quindi al di fuori del ‘salasso’ e quindi appetibili.

B : se si parla di rendimento, occorre dire che anche i guadagni provenienti da    libretti, buoni postali (breve termine) e conti deposito sono assai magri  (peraltro fare delle similitudini tra prodotti diversi non è producente ) .

Come si può oggi pensare di voler indirizzare il  Risparmio di una grande nazione moderna come l’ Italia in forme di collocamento del denaro così obsolete?

L’autore, riguardo le Obbligazioni , e qui arriva il bello, aggiunge anche:

”Obbligazioni – Infine per resistere alla stretta del fisco voluta da Renzi è possibile investire sulle obbligazioni sovrane degli altri stati. Come ricorda Qui Finanza conviene puntare su quelli a fiscalità privilegiata, appartenenti alla cosi detta ‘white list’, per i quali esistono accordi di libero scambio di informazioni fiscali. Gli interessi delle obbligazioni sovrane emesse da questi stati restano, per legge, assoggettabili al prelievo fiscale del 12,50%, come per i BTP italiani. Quindi, sconfinando, è ancora possibile ottenere rendimenti netti in grado di battere l’inflazione e anche di guadagnare qualcosa, magari investendo in titoli di stato in valuta. Così è possibile ottenere ancora dei rendimenti intorno al 6% investendo, senza troppi rischi.”

Ci sono parecchie imprecisioni (traduzione: errori grossolani imperdonabili ad un giornalista economico !!!) in questo paragrafo : non è affatto detto che sconfinando sia possibile ottenere ‘rendimenti netti in grado di battere l’inflazione’ perchè:

1. se non vogliamo rischi, dobbiamo comperare titoli emessi da enti ‘sicuri’ , che naturalmente offrono tassi bassissimi , vedi i Bund della Germania.

2. le Obbligazioni hanno sempre un Rischio Emittente, cioè la possibilità che il debitore non paghi il debito a scadenza.

3. Se poi parliamo di valute, Dollaro,Sterlina, ecc.,abbiamo anche l’incognita del Cambio quindi Doppio Rischio che è ancora ovviamente maggiore. 

.. ed infine , oggi, sfido l’autore a trovare una ” obbligazione al 6% senza correre grossi rischi ”…

Quanti danni può procurare un ‘innocuo’ articolo come questo?

Vi prego di riflettere su tutto ciò e aspetto i vostri commenti….

Raffaella