L’Italia è il Paese con il debito fra i più alti al mondo ma con un elevatissimo stock di ricchezza privata e minimo debito delle famiglie: in confronto al resto del Mondo, ce la caviamo bene perchè, mentre rappresentiamo meno dell’ 1% della popolazione , abbiamo il 5,7% della ricchezza mondiale.

Le famiglie italiane detengono infatti  ricchezze per circa 8.500 miliardi di euro, di cui il 61% costituito da beni immobili (case e terreni) e il restante 39% in valori immobiliari, soprattutto depositi bancari e titoli di stato , ma anche azioni, obbligazioni, fondi comuni ecc.Tempo fa, un giornalista francese, di cui non ricordo il nome, scrisse una frase che mi è rimasta impressa per la sua schiettezza e precisione : ‘ L’ Italia è una Nazione ricca in uno Stato povero’ 

Potremmo subito pensare che in questi anni di crisi la situazione sia cambiata, ma in realtà, le riserve finanziarie sono ancora aumentate, come mostra il grafico qui sotto.

La Riccheeza degli Italiani

Fin qui, queste sembrano notizie confortanti, ma dobbiamo guardare bene questi dati ed aggiungerne altri, cioè la ‘media del pollo’.

Purtroppo è cresciuto notevolmente il divario tra classi abbienti e meno abbienti della popolazione a scapito soprattutto del ceto medio con la seguente pericolosa conseguenza: il 50% della intera ricchezza italiana è detenuta dal solo 10% degli Italiani.

Questo evidenzia i seguenti gravi problemi.

  1. Un Paese non riesce a svilupparsi e progredire armoniosamente e in un contesto democratico se la redistribuzione della ricchezza prodotta ha sperequazioni così ampie. I Paesi avanzati e con elevati standard di vita sono Paesi dove la classe media è numerosa e solida.
  2. Questa ingente ricchezza italiana è poi detenuta in larga misura dagli ultra-sessantacinquenni, che utilizzano strumenti del risparmio tradizionali e poco efficienti . Questo – di fatto – sbarra la strada ai giovani che non hanno risorse personali ne’, di conseguenza, accesso al credito. Di recente anche Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale, IMF, ha parlato della disoccupazione giovanile italiana una possibile esplosione sociale.Inoltre,questo ‘divario’ finanziario tra  nonni e  nipoti è una novità assoluta di questi anni, in quanto da decenni, se non da secoli, ogni generazione nuova era più ricca di quella precedente.
  3. Se lo Stato è povero, (e la vera ricchezza è in mano a pochi ), non può garantire ai suoi Cittadini più poveri (che sono la maggioranza) neanche i minimi servizi che un moderno stato dovrebbe fare, come la Sanità, l’Istruzione, ecc. Questo non può non condurre a pericolose derive antidemocratiche, come è sempre successo e ahimè sempre succederà.

 

Essere grandi risparmiatori , quindi, non basta. Collocare i propri risparmi quasi esclusivamente sul debito pubblico e non sull’economia reale non è sempre una buona scelta ( la recente asta dei Titoli di Stato Italiani, a rendimenti irrisori è andata a ruba), e ricercare solo un buon tasso senza capire bene quello che ciò comporta è quasi sempre sbagliato.

Attendo i vostri commenti, i vostri consigli e le vostre domande.

Grazie,

Raffaella