Blaise Pascal nella contemporaneità

Quando si va a scuola, non sempre si apprezza quello che si studia; molti si applicano solo per prendere la sufficienza o un alto voto ( se c’è competizione in classe), oppure si “studicchia” perchè si deve.

Dai, siamo stati tutti un po’ così a scuola.

Ed anche io, pur ascoltando con attenzione le bellissime lezioni della professoressa di Storia e Filosofia Savina Vetri, dribblavo un po’ non capendo bene dove mettere i singoli pezzi.

Ho riscoperto la filosofia – e dunque Pascal – molto tempo dopo, quando studiare era un piacere e non un dovere. Quello che mi ha colpito di più di Pascal è stata la seguente frase, che sembra essere uscita così per caso e non certamente dalla mente del celeberrimo filosofo e matematico francese del ‘600.

[…] ho scoperto che tutta l’infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera. […]

da “I Pensieri” di Blaise Pascal

Mi direte che sono superficiale e ignorante, ma sono stata colpita da queste parole, proprio perchè sono attualissime, riassumono in poche righe la condizione di infelicità contemporanea e sembrano essere state pronunciate da Buddha o Lao-Tzu.

immagini di scimmie che escono dalla mente: la mente-scimmia

 

Infatti, tutta la saggezza orientale (indiana e cinese in particolare) parla proprio di questo, cioè della mente-scimmia. Così come le scimmie sono animali fastidiosi, dispettosi ed in continuo movimento, così è la nostra mente.

immagine stilizzata di scimmia

Non ci credete?

Provate a fare quello che dice Pascal, seduti, senza fare nulla, (niente tv, niente internet, niente cellulare) e scoprirete una parte di voi che non sapevate esistesse.

immagine di persona che sta meditando distratto dai continui pensieri della vita contemporanea

 

Continui pensieri tumultuosi, scollegati tra loro, dialoghi interni interminabili e inarrestabili (la spesa da fare, la scuola dei figli, il sesso, il PD, un film, l’automobile, il suono del cuore che batte, ecc).

Noi riteniamo che questo sia il giusto ‘pensare’, ma se lo analizziamo bene, è un ‘pensare’ erratico, casuale, affatto produttivo.

E siccome l’uomo ha terrore del vuoto e del silenzio che si verrebbero a creare se rallentassimo queste insensate corse mentali, egli lo riempie con le ‘distrazioni’, per non pensarci.

Ancora Pascal (ma ogni autentica antica tradizione orientale):

L’unica cosa che ci consola dalle nostre miserie è il divertimento, e intanto questa è la maggiore tra le nostre miserie.

(Blaise Pascal, I Pensieri, 171)

 

Divertimento nel senso di ‘distrazione’ dalla Verità e dalla nostra vera natura di umani:

Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici.

(Blaise Pascal, I Pensieri, 168)

 

Non è quello che facciamo noi tutti i giorni?

Ancora una volta queste citazioni di Pascal nella contemporaneità sono perfettamente adattabili.

In una singola giornata, non abbiamo neanche 10 minuti per meditare o riflettere sull’ esistenza umana, sul mondo, sulla nostra vita interiore. Siamo sempre di corsa,  e riempiamo le nostre ore con appuntamenti, commissioni, centri commerciali, palestre, spettacoli televisivi, internet, gite, conversazioni, ferie, telefonate, social ecc ecc.

Riempiamo questi vuoti, per non pensare alla nostra condizione umana. E se non ci pensiamo, la cosa non ci appartiene (sembra che ci diciamo).

Siamo così assuefatti alla corsa senza sosta, che stare 10 minuti seduti senza far nulla in tranquillità in una stanza – come ci diceva Pascal- non solo ci sembra una perdita di tempo, ma sarebbe una sofferenza, difficile da superare. Provare per credere…

‘Ma fanno tutti così’ ,

‘ E’ normale’,

‘ L’economia deve girare’

‘ I miei devono avere quello che hanno i loro compagni’

ecc. ecc.