Faccio riferimento ad un recente articolo di Mary Kane su Kiplinger https://www.kiplinger.com/slideshow/retirement/T037-S004-6-ways-retirement-has-changed-over-past-25-years/index.html , prendendone però solo qualche spunto, in quanto detto articolo si riferisce agli Stati Uniti, notoriamente molto diversi dal nostro Paese in fatto di pensionamento e pensioni.

Ricordo brevemente infatti che la Social Security  e le varie forme del 401(k) coprono solo in parte la pensione che percepisce un Americano; che la quasi totalità delle pensioni negli Usa è di natura privata ( fondi pensione) ; che non sono mai esistite, oltreoceano, le pensioni baby né il metodo retributivo.

Tuttavia nell’articolo ho trovato degli spunti su cui riflettere e delle analogie con la situazione odierna in Italia.

 

L’autrice cita un report sulla situazione riguardo il periodo di pensionamento in America datato 1994 , il ‘Kiplinger’s Retirement Report’ che ad oggi sembra però essere completamente superato, obsoleto, di altri tempi insomma, pur essendo trascorsi solo 25 anni.

 

Vediamo appunto quali sono stati i cambiamenti e perchè questi siano avvenuti, secondo me, anche nel nostro Paese.

  • 25 anni fa, internet era ancora un perfetto sconosciuto ai più e di notizie/informazioni finanziarie erano pressochè impossibile trovarne al di fuori dei canali canonici . Oggi, abbiamo a disposizione tecnologie efficientissime, informazioni in tempo reale, possibilità di gestione immediata, ma è tutto molto più complicato e fare da soli diventa più difficile e rischioso.

 

  • Fino a poco tempo fa, si andava in pensione tra i 50 e i 60 anni, con dei passaggi poco traumatici, ancora in età sufficientemente ‘giovanile’ e in salute, quindi ancora nella capacità di pensare alle proprie priorità finanziarie e personali. Oggi che sappiamo che potremmo vivere molto più a lungo, siamo chiamati a dover pianificare anche per molti altri anni a venire, la qual cosa va fatta con serenità ma anche con grande competenza, per non fare errore di calcolo grossolani.

 

  • L’allunganento della vita ha delle conseguenze sociali, sociologiche, ma anche individuali e famigliari, enormi. Non basta dirsi:  ”Che bello che viviamo di più!” , ma occorre prendere in considerazione tutti gli aspetti che ciò comporta, non ultimo il fatto che potremmo non essere  autosufficienti ( fisicamente o mentalmente), per un lungo periodo di tempo.

 

  • Oggi è tutto più complicato, più veloce. Le politiche sulle pensioni variano in continuazione, ci sono sempre più possibilità e più percorsi, nuovi prodotti e nuove prospettive. Il rischio di prendere decisioni sbagliate o controproducenti è maggiore.

 

  • Dal punto di vista strettamente finanziario, inoltre, ci dobbiamo ricordare che gli anno ’90 sono stati gli anni del boom delle borse e dei mercati immobiliari, con alti guadagni  praticamente in ogni asset class. Oggi, e lo sappiamo tutti bene, per poter avere dei rendimenti di molto inferiori a quelli che una volta sembravano ‘normali’, occorre spendere di più, selezionare meglio, diversificare maggiormente, assumere un maggiore rischio e…. avere più pazienza!

 

 

 

Solo notizie negative dunque?

No.

Da consulente finanziaria e da persona che per motivi famigliari e anagrafici, ahimè, sente questi problemi particolarmente vicini, ritengo che le seguenti strategie siano necessarie, se non obbligatorie:

  1. Essere coscienti di questi cambiamenti, prenderne atto e considerarli ormai come la nostra realtà odierna.
  2. Seguire di più e controllare più spesso la propria situazione finanziaria, informarsi, studiare, interessarsi attivamente.
  3. Se avete un bravo consulente od una persona di fiducia esperta , consultatelo, pretendete da lui/lei tutte le  informazioni rilevanti e lavorateci assieme affinchè possiate prendere le migliori decisioni ( per voi e non per lui/lei, naturalmente!)

 

Come sempre, resto in attesa dei vostri commenti, domande, richieste di delucidazioni,

e a disposizione per potervi incontrare personalmente

e parlare anche di questi difficili quanto vitali argomenti.

 

Vi aspetto,

 

 

Raffaella Paci