Il Nasdaq è certamente uno dei principali mercati al mondo, perciò esaminare più da vicino le aziende che hanno guadagnato di più o di meno nel 2017 può darci spunti di riflessione.
In sostanza, guidano la classifica i chip maker e gli sviluppatori di video game (!).
Il fatto che quest’anno l’indice Nasdaq Comp. ( + 28,2%) abbia superato il DowJones Industrial Average ( + 25,1%)  e  lo S&P500 (+ 19,4%)  significa che gli investitori hanno privilegiato le azioni ‘growth’, in genere medio-piccole ma con grande potenziale di crescita.

mercato borsistico elettronico Nasdaq

I migliori secondo le quotazioni Nasdaq 2017

A guidare la classifica dei migliori in termini di rendimento sono le società che producono microchip e gli sviluppatori di video games, come già evidenziato.

Nei molti nomi presenti nelle liste che seguono ci sono per lo più sconosciuti, come quello della coreana Gravity ltd. (videogame) + 796%  e la Riot Blockchain Tech.Inc. (business considerato la nuova frontiera di internet) + 640% ed altri:

 

classifica delle migliori aziende nel 2017 secondo Nasdaq
Nasdaq 2017: i migliori

Nella lista ci sono titoli farmaceutici, del settore odontoiatrico, Paypal, e perchè no, anche hotel-casinò!

 

I peggiori secondo le quotazioni Nasdaq 2017

I peggiori titoli quotati al Nasdaq del 2017 sono i seguenti:

La lista delle peggiori aziende secondo il Nasdaq
Nasdaq 2017: i peggiori

Tra i peggiori, troviamo aziende più conosciute come la KraftHeinz, Expedia, e settori come quelli legati alla  TV via cavo, alla cosmetica, a catene di farmacie, ecc.

Dunque l’industria dei prodotti che noi acquistiamo si fa sempre più leggera e meno pesante, sempre più legata al web che non alla produzione per così dire fisica dell’oggetto stesso (per esempio i videogiochi saranno a breve disponibili solo direttamente dalla rete e non più dai rivenditori nei negozi e supermarket).

Mi trovo in questi giorni a Glasgow, la più grande città scozzese, capitale industriale di quella regione fino a qualche decennio fa. Qui la dismissione quasi totale dell’industria pesante, navale e mineraria che aveva fatto la fortuna della città è tangibile; l’area non si è trasformata però in una Silicon Valley made in Europe (ha privilegiato l’investimento in arte), ma ha ancora le caratteristiche di un’area che non si è ripresa dalla crisi finanziaria 2007/2008 ( giusto per ricordarvi che l’antica e blasonata Royal Bank of Scotland fu una delle prime banche europee a cadere per poi essere salvata dal Governo inglese con un’iniezione di 45 miliardi di sterline, diventandone di fatto il primo azionista).

Il fiume Clyde a Glasgow

 

Quali conseguenze trarne?

La prima – e la più semplice – è che il mondo sta girando sempre più attorno alla rete, alla robotica, alle tecnologie digitali e lo fa a grande velocità, come vediamo!

La seconda, un po’ più subdola, è che se aumenta la produzione di videogiochi, necessariamente aumenta la popolazione che li richiese e che li usa.  Non mi intendo di videogiochi, ma pensare che sempre più persone, in particolare giovani e giovanissimi, passino ore e ore da soli davanti ad un monitor con un joystick in mano o con i pollici ‘impazziti’, mi fa rabbrividire.

Le borse, e quindi anche l’indice Nasdaq, sono sempre il riflesso della società e viceversa e chi ritiene che a noi non dovrebbe interessare ciò che succede nei mercati (perchè magari non abbiamo soldi da investire) a mio avviso, sbaglia.

Tutti i fenomeno economici e sociali ci riguardano, anche gli andamenti dei  titoli delle società di videogame che hanno svettato sugli altri nel Nasdaq 2017!