Settimana calma nelle borse mondiali.
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Avete prestato attenzione alla caduta prezzo del petrolio degli ultimi mesi? Come sempre, io ritengo importantissime certe notizie e non solo perchè facciamo benzina tutti i giorni…

Il petrolio, una volta chiamato l ‘ ” Oro Nero” ha subito negli ultimi mesi un shock simile al quello dei metà anni ’80 , dove però il prezzo era vertiginosamente aumentato; oggi, anche se alla pompa della benzina il ribasso è stato quasi impercettibile, il prezzo del petrolio ha subito un vero crollo, oltre il 40% . Vi ricordo che il Petrolio è quotato sui mercati NYMEX di New York e ICE di Londra e che prevalentemente si tratta di scambi ‘a termine’ (future o option, in sostanza derivati), cioè per il petrolio ‘fisico’ o il derivato sottostante viene fissato il prezzo oggi, ma lo scambio avverrà nel futuro.

Brent Oil 22 ottobre 2015
Brent Oil 22 ottobre 2015

Perche’?

Tra le commodity, l’Oro è considerato bene-rifugio, cioè quel bene a cui ‘rifugiarsi’ in caso di crolli del mercato, instabilità o guerre. Oggi si usa il Petrolio principalmente come arma da guerra commerciale e politica. Infatti il prezzo dell’ oro nero non è quasi mai il risultato di un efficiente scambio tra domanda e offerta, nè solo del costo di estrazione e raffinazione, ma, oggi più che mai, espressione di cambiamenti in geopolitica.

In gioco: Arabia Saudita e Russia, prima e seconda produttrici mondiale di petrolio.

La Russia, che finora ha inondato l’ Europa con il suo petrolio fino ad arrivare al 35% della domanda nostrana, cerca di mantenere un certo peso politico, soprattutto in Europa Orientale. L’Arabia Saudita, che dai massimi degli anni ’70 ( vi ricordate quando c’erano le targhe alterne e non si poteva circolare in auto di domenica? ) è scesa al 6% nella quota del mercato europeo, dunque la sua politica è quella di rientrare prepotentemente nel mercato del vecchio continente, abbassando il prezzo.

La Polonia, per esempio, tenta di diversificare la propria richiesta di energia dalla Russia e si vede oggetto di una politica commerciale piuttosto aggressiva – alcuni dicono scorretta – da parte degli Arabi.

Il costo del  processo di estrazione e di raffinazione non è uguale in Arabia Saudita o in Russia o negli Usa. Tenendo il prezzo basso, i Sauditi rendono il petrolio russo non competitivo, allettando molte aziende , già clienti dei Russi, a cambiare fornitore.

E’ lecito ciò? Sì

E’ un bene per noi consumatori? Non credo. Non ci sarà una diminuzione dei prezzi, ed anche la benzina ne risente poco

E’ un bene per l’ambiente? No. Ancora evidentemente non siamo pronti ad un passo – sia pur piccolo – in avanti verso una produzione di energia più pulita e sostenibile.