Il consueto rapporto della settimana scorsa, pieno di segni rossi, anzi rossissimi. Se non fossi abituata agli alti e bassi delle borse e se non nutrissi una certa ‘diffidenza’ non sulle notizie in sè, ma sul modo in cui esse vengono comunicate, mi chiuderei in casa per timore che ‘mi crolli il cielo addosso’, come nei fumetti di Asterix.

Bloomberg Finance

 

Giornali e telegiornali sono prodotti commerciali proprio come ogni altro prodotto, il cui scopo principale è quello di essere venduto. Quindi come le parole della pubblicità devono attirare subito l’attenzione dell’ascoltatore o del lettore, i titoli nei media devono catturare subito l’attenzione affinchè si ascolti questo o quel tg, o si compri questo o quel giornale.

Per un prodotto come un barattolo di pomodori o uno smartphone, la frase d’effetto può essere la scelta giusta, ma per le notizie economiche, politiche o finanziarie  la questione diventa assai più delicata, in quanto mentre potremmo non comperare quel cellulare o quella marca di pomodori in scatola, non possiamo non informarci, non possiamo non seguire i tg o leggere i giornali.

L’informazione è obbligatoria, se mi permettete questa parola un po’ forte in questo contesto, ma occorre stare molto attenti e vigili. Mi vorrei ricollegare al mio articolo ” Troppa informazione fa bene?’ del  16 maggio 2015 e ribadire alcuni concetti per me fondamentali:

  • Troppa informazione non porta nessun vantaggio alla conoscenza ed all’analisi della notizia, anzi aumenta la confusione e di conseguenza diminuisce la possibilità di formarsi un’opinione più libera ed indipendente possibile.
  • Le principali testate giornalistiche italiane , ahimè, sono parziali,  a volte marcatamente faziose. Sia le televisioni che i giornali rappresentano sempre una parte politica o istituzionale,quindi la notizia non è mai scevra di commenti ed interpretazioni di parte. I giornalisti inglesi erano famosi per la legge delle 3 W ”What?, Who?, Where?: un buon giornalista deve saper rispondere a queste 3 essenziali domande : cosa? chi? dove? ed essere più oggettivo possibile nel suo articolo o reportage.Purtroppo la indipendenza e la piena obiettività è quasi una chimera, anche nei paesi anglosassoni, figuriamoci da noi! Persino gli introiti pubblicitari riescono in qualche modo ad influenzare le scelte dell’editore.
  • Dovendo arrivare ad un numero più ampio possibile di ascoltatori o lettori, perchè solo così il prodotto è venduto e la pubblicità ha effetto, necessariamente il ‘prodotto-informazione’ sarà necessariamente  breve, accattivante, d’effetto, e purtroppo anche riduttivo,semplicistico, generalizzante. Poco importa se i cittadini abbiamo effettivamente letto ed inteso l’intero articolo – che spesso addirittura contraddice il titolo – o in qualche modo ascoltato altre voci per poter comprendere meglio l’accaduto; l’importante è averli legati a quel giornale o a quel tg!

                                                 Insomma, l’informazione ridotta a slogan pubblicitario!

In questi giorni, sono sicura che avete fatto caso, alla miriade di titoli – sulla Grecia, sulle borse, sulla Cina, sulla ripresa economica ecc- che venivano anche poche ore dopo smentite con la stessa voce ‘urlata’ della prima dichiarazione.

– Un giorno la Borsa di Milano ‘lascia sul terreno’ e ‘ ‘brucia’ xxxxx miliardi di €uro, quindi bisogna correre a disinvestire, il giorno dopo ‘vola’….dunque affrettarsi a comperare!

– Un giorno la Cina vede rallentare inesorabilmente la sua crescita con possibili cupi scenari sulle borse mondiali, il giorno dopo ci meravigliamo che i Cinesi stanno comprando terreni ed attività in tutto il mondo, Italia compresa!

– Un giorno lo spread rialza un po’ la testa e già ci vediamo in lotta con il Bund tedesco, poche ore dopo siamo felici perchè lo spread è risceso e non ci pensiamo più.

                                                                    Questa è informazione?

Credo di no. Nel caso dell’informazione finanziaria, che riguarda direttamente tutti noi e non solo me promotrice finanziaria, ho assistito in questi ultimi giorni ad un vero e proprio bombardamento di notizie, pseudo-notizie, pezzi di notizie e così via , da rabbrividire. Come scrivevo nell’introduzione di questo articolo, se non ci fossi abituata, mi chiuderei in casa. Ma quanti lettori/risparmiatori/investitori non lo sono e si fanno prendere dal panico ad ogni ‘titolone’ d’effetto se negativo o da facili illusioni , se il titolone è positivo?

Mi viene in mente una pubblicità onnipresente sugli ‘strabilianti’ guadagni che si possono fare operando sul mercato del Forex:

”Vuoi guadagnare € 3.000 al mese, lavorando 1 h al giorno?” o roba simile. Chi direbbe di no?

Beh, buon lavoro,per chi ci crede,(e ce ne sono!)

Il Forex è il mercato delle Valute e uno dei mercati più rischiosi in assoluto!

 

La figura del promotore/consulente finanziario è fondamentale soprattutto in questi frangenti: aiuta i propri clienti a non cedere ai richiami delle sirene o ad impaurirsi ad ogni battito d’ali ma ad incedere con il proprio piano di investimento, tenendo solo conto di eventuali importanti  cambiamenti degli scenari economici o di quelli personali e della propria famiglia.

timoniere

Noi siamo un po’ i timonieri del vostri investimenti. Non possiamo calmare le onde se il mare è agitato, ma restare fermamente al timone sì.

 

 

Qual’è la vostra idea in merito?