Tanto alta è la cifra investita nell’Eurozona a tassi negativi. E sorprende come invece il risparmiatore medio italiano rincorra ancora tanto improbabili quanto rischiosi tassi positivi, scegliendo l’una o l’altra banca solo su questa base…

E’ veramente incredibile.

Cosa è successo questa estate:

Grafico che mostra i tassi
Fonte Bloomberg

La settimana scorsa:

Grafico che mostra i tassi
Fonte Bloomberg

Tassi fissi sempre molto bassi o negativi:

Grafico lineare per i tassi

Rendimenti negativi in Europa

Il voto sulla Brexit è stata una catastrofe annunciata, ma finora, la catastrofe non si è materializzata.

Mentre infatti gli studi fatti all’indomani del referendum rilevavano un netto calo della fiducia sia dei consumatori che delle aziende – il che avrebbe preannunciato licenziamenti e rallentamenti dell’economia – le robuste vendite a Luglio hanno confermato il contrario.

Tuttavia notevoli sono e saranno le pressioni sul Regno Unito, mentre ancora nessuna ripercussione a livello mondiale; per ora la sola vittima è la Sterlina, che ha perso circa il 10% sulle valute più importanti, costringendo la Bank of England a tagliare i tassi e ad aumentare gli acquisti di obbligazioni.

Ne sono derivati massicci flussi di denaro sui mercati emergenti, soprattutto per poter approfittare del differenziale del rendimenti.

I tassi negativi che perdurano, i conseguenti alti apprezzamenti delle obbligazioni e di molti titoli azionari rendono la ricerca di rendimenti sempre più difficile e insidiosa.

Anche e soprattutto in questo contesto un’efficace diversificazione, un controllo continuo degli investimenti e un buon referente/consulente farà la differenza.