Gestire al meglio i propri risparmi o investimenti in questo periodo di grande incertezza e volatilità può essere difficoltoso e deludente, ma dobbiamo cercare di comprendere  che incertezza e volatilità sono sempre presenti nei mercati finanziari.

E’ la norma, la costante!

I ‘bei tempi’ andati quando ‘si guadagnava molto senza rischiare’, in realtà non sono mai esistiti e a repentine impennate di alcuni indici di borsa sono sempre necessariamente seguiti bruschi scivoloni.

 

”Come investo allora in questi tempi incerti?”  Si domandano tutti.

Forse la domanda oggi più giusta da porsi è : ”Perchè risparmio?’

Se ci si sofferma su questa precisa questione, nasce di conseguenza la necessità di Pianificazione Finanziaria  e non la corsa al rendimento (che può non esserci ) o addirittura la rinuncia all’investimento ( soldi sul conto corrente). Decidere cioè quanto risparmiare per la propria pensione, quanto per acquistare una casa, quanto per lo studio dei figli e così via!

Una soluzione è la Costruzione di Portafogli Diversificati.

Il processo di costruzione e di diversificazione del portafoglio  dei Clienti non è:

  • la somma di titoli, fondi  e/o altri strumenti finanziari messi assieme,
  • essere clienti di più banche
  • investire un po’ nel reddito fisso e un po’ nel reddito variabile.

Se fatto bene, il processo di diversificazione del portafoglio – che vada bene per ogni ciclo economico -stagione può richiedere di:

  1. Adottare diverse strategie per  ogni obiettivo di investimento. Specie nel caso in cui  gli obiettivi temporali siano a breve o a medio/lungo termine, i portafogli saranno completamente diversi.
  2. Staccarsi  dalla logica del ‘benchmark’ di riferimento. https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/benchmark.htm Oggi gli indici sono innumerevoli, e di conseguenza il rating di un fondo/sicav ( se basato solo in relazione al suo benchmark) non sempre corretto, il che può portare a portafogli non efficienti. Inoltre, con i tassi negativi adottare un benchmark di riferimento per un portafoglio è quasi inutile.
  3. Dotarsi  di strumenti tecnologici all’avanguardia che permettano una reale ‘style analysis’ ed un altrettanto preciso controllo della correlazione dei titoli in portafoglio. Questo è spesso sottovalutato dalla clientela, che tende a misurare e vagliare i titoli singolarmente.
  4. Controllo dei costi

Alcuni clienti chiedono se non sia meglio cambiare i titoli in portafoglio, movimentarli di più, o liquidare tutto, ma se il lavoro appena citato è fatto ad arte non occorrono drastici cambiamenti nè rinunce.

L’investimento finanziario non è tutto o bianco o nero,  garantito o rischioso, buono o cattivo: esistono delle sfumature, delle variabili temporali, economiche e politiche, insomma il risparmio non è un monolite.

La bellissima Stonehenge

 

 

 

 

 

Il mio compito , quale Consulente Finanziaria – è quello di costruire e monitorare scientificamente  i portafogli dei Clienti, attraverso strumenti tecnologici moderni e piattaforme efficienti. Monitorarne l’andamento e la qualità, e bilanciarne il rapporto rischio/rendimento.

I clienti tuttavia dovranno avere una visione per così dire ‘olistica’ del loro investimento, vederlo cioè nella sua interezza e nella sua dinamicità, e non,  come citato all’inizio’, come la somma algebrica di due o più prodotti finanziari.

I tempi del tasso fisso e sicuro è definitivamente terminato!

Gli Italiani hanno capito che occorre cura, educazione ed informazione in questo delicato settore.Infatti, anche se verosimilmente i tassi si alzeranno come negli Usa,  essi non replicheranno le scelte di 10, 20 , 30 anni fa.