Come viene veramente gestito il Risparmio degli Italiani e da chi? Come viene ‘consigliato il Cliente che si reca presso la banca o gli uffici postali? Chi ci guadagna veramente da quei ‘consigli’? Questi sono temi di scottante attualità, perchè, ricordiamoci, noi Italiani siamo ancora i più grandi Risparmiatori al mondo.

23 giugno 2014
Da ”il Corriere Della Sera”

Faccio la promotrice finanziaria da tanti anni; sono quindi tra i Soci Fondatori del nostro Albo Professionale, APF, istituito  nel lontano 1992 quando ancora ( o già) ci chiamavamo ‘Consulenti Finanziari, titolo sostituito poi dalla parola ‘promotore’. Questo ‘appellativo’ ha portato subito ad una concezione ancora più negativa della nostra professione, tanto che veniva e viene usato solo in Italia: in inglese, francese e tedesco si usavano già ‘ pianificatore’ , ‘consulente’, consigliere finanziario,ecc.

Per anni, ci siamo presentati come ‘i medici del Risparmio‘, che faceva un po’ ridere ma che in effetti è un modo di approcciarsi al Cliente tutt’altro che sbagliato. La strada era lunga, ma personalmente, mi sono sempre sentita ‘il medico di fiducia’ del Risparmio dei miei clienti, spiegando e valutando insieme a loro ogni scelta che facevo.

Qualcosa sta lentamente e inesorabilmente cambiando e noi promotori siamo sempre più presenti nella vita delle Famiglie Italiane ed accanto a loro nelle decisioni economico-finanziarie e non solo, vorrei dire! Ma ricordo perfettamente che, fino a poco tempo fa, venivamo associati ‘negativamente’ agli impiegati di banca e noi sedicenti ‘consulenti’ ma giuridicamente ‘promotori’ non eravamo mai sufficientemente bravi, mai sufficientemente onesti e capaci, quanto non lo  fossero loro che lavoravano nelle belle agenzie della banca sotto casa. Anni e anni di celato ( poi mica tanto) disprezzo verso la nostra categoria anche da parte delle banche stesse , che ci consideravano un ‘sottoprodotto’ dell’industria del Risparmio.

Invece eravamo il ‘futuro’ di quell’industria.

Oggi, infatti, ironia della sorte, tutte le banche vogliono copiare il nostro modo lavorare, perchè si sono accorte che:

  • Non è più possibile mantenere inalterato un modello lavorativo costoso, obsoleto e affatto snello
  • La Clientela è più educata, acculturata , quindi più esigente.
  • Il contesto economico è più complesso e quindi più difficile da interpretare se non si hanno adeguati mezzi.

 

Tutto ciò si traduce in una aumentata domanda di ‘vera’ consulenza. Cos’è la vera consulenza, secondo me?

La vera consulenza è la giusta interpretazione ed individuazione delle reali esigenze del Risparmiatore.

La vera consulenza è sempre più indipendente , cioè libera dal conflitto di interesse tra il cliente e la banca.

La vera consulenza è fare – in primo luogo – gli interessi del Risparmiatore/Investitore.

La Direttiva Europea MiFID , recepita in Italia nel 2007, e la recente MiFID 2 vanno necessariamente in questa direzione, obbligando  l’innalzamento dei livelli di competenza, professionalità e correttezza di tutti gli operatori finanziari, per tutelare maggiormente il Risparmio ed i Risparmiatori ed evitare che possano ripetersi situazioni come quelle di Cirio, Parmalat e altre brutte storie, purtroppo attuali.

Anche la mia pratica giornaliera è stata impostata  – già da tempo –  principalmente come consulenza e non come semplice vendita di questo o quel prodotto, proprio come fa un avvocato o un altro professionista. Questo , di fatto , elimina alla radice il conflitto di interesse, checome ho ripetutamente dichiarato, rappresenta il vero problema della gestione del Risparmio in Italia, in quanto vengono spesso distribuiti e venduti prodotti che rispondono più alle esigente del collocatore, cioè la banca, la posta, la compagnia di assicurazione, che non a quelle del Cliente sottoscrittore.

E questo fa la differenza! Una grande differenza…..

 

Attendo i vostri commenti, le vostre domande o richieste. Posso solo migliorare se ascolto o leggo le vostre parole.

 

Raffaella Paci