Tassi di Interesse Semplici, Composti, Reali, Nominali….

Quanta confusione…

Il problema dell’esatta conoscenza del tasso di interesso che riceviamo dai nostri risparmi e dai nostri investimenti è sempre stato importante. Ma ora, data l’esiguità dei rendimenti, almeno nel comparto del reddito fisso, avere una chiara visione di cosa si intende per i diversi tipi di percentuali di profitto (o di perdita) è cruciale.

Nella mia pratica quotidiana di consulente  e di educatrice finanziaria, infatti, ho spesso notato una pressochè totale confusione al riguardo, il che fa sorgere non pochi problemi quando, per esempio, si confrontano vari tipi di investimento, che già di per sè, è un’operazione rischiosa e spesso fallace da fare.

Infatti confrontare due o più investimenti vuol dire confrontare molto di più del solo tasso di interessa, ma costi, rischio, liquidabilità, valutazione ecc.   

Tornando a noi, le differenze tra questi tipi di tassi sono basate su vari fattori economici e finanziari e non sono informazioni da poco, visto che una inesatta valutazione dei tassi può fare una enorme differenza tra quello che si pensa di ottenere e la realtà.

Mi ricordo sempre, e lo cito spesso, che quando entrai in banca nel lontano 1981, i risparmiatori erano assai contenti del loro 18% sui Bot annuali. Che cuccagna, ritenevano in molti.

Io ero ancora digiuna di queste cose, avendo fatto studi linguistici all’università, ma mi accorsi subito – anche perchè dovevo studiare da sola ciò che ero portata a fare – che c’era qualcosa che non funzionava.

Infatti in quegli anni l‘inflazione annuale era attorno al 22%, quindi questi ingenui risparmiatori non solo non guadagnavano dai loro investimenti, ma ‘perdevano’ in potere d’acquisto il 4% circa all’anno.

 

Tassi di interesse: come si calcola il tasso reale

Il TASSO REALE  =  Tasso Nominale (o quello semplice annuale)  –  Il tasso di inflazione 

Si chiara reale proprio perchè indica il guadagno vero, effettivo che io ho ottenuto dall’investimento

Il TASSO NOMINALE è il tasso di interesse più semplice, e indica il tasso stabilito per esempio, per un certificato di deposito a breve scadenza o più spesso il tasso della cedola delle obbligazioni, dei Btp. Questo tasso è l’esatto prezzo che paga colui che utilizza il denaro avuto in prestito. Se per esempio il tasso nominale di un prestito è il 5%,il debitore dovrà pagare € 5  per ogni € 100 che utilizza.

Naturalmente il titolare di un libretto a risparmio (esempio dei tempi passati) che si assicurava un certo tasso nominale annuale (semplice), qualora lui/lei non avesse ritirato gli interessi annuali, avrebbe beneficiato dell’interesse composto, cioè degli interessi sugli interessi formatisi durante la vita  di questo risparmio (Interesse effettivo).

Il tasso di interesse composto è tanto più altro della somma aritmetica dei singoli tassi annuale, quanto più lungo è il tempo di giacenza delle somme investite, come illustrato nel grafico sottostante…

Ecco perchè, per esempio, è bene aderire ad un fondo pensione prima possibile! 

 

Tassi di interesse: come calcolare il rendimento

Più complicato da calcolare, ma non da capire, il RENDIMENTO in percentuale di un’obbligazione con una cedola a tasso (nominale) fisso, come i BTP.

Il TASSO della Cedola di un BTP non indica mai il suo rendimento effettivo, salvo nel caso in cui il titolo sia stato  acquistato alla pari, cioè a 100, o acquistato e venduto allo stesso prezzo.

Il rendimento effettivo di un BTP è dato sì dal valore delle cedole che si incassano, ma anche dal maggiore (o minore) prezzo del titolo rispetto a 100 (valore alla pari) o rispetto al valore di acquisto, qualora il BTP sia stato sottoscritto dopo la sua emissione.

Tutto questo è molto semplice quando ci sono due o tre titoli da monitorare, che non vengono scambiati, con poche operazioni di investimento o disinvestimento.

Quando invece si parla di gestione di portafogli, la cosa si complica e non bastano i conteggi di questi tassi di interesse su menzionati.

 

Molti usano il MWRR: (riferimento un mio precedente articolo) che considera le variabili che partecipano al conteggio del rendimento.

Investimento: ma quanto mi rendi veramente? (ovvero, i conti della serva)