Ogni tanto ritorna la ‘proposta’ – questa sì certamente populista – di un referendum italiano sull’uscita dall’euro, frettolosamente chiamata ‘Italexit’ per mancanza di un termine adeguato all’insensatezza della proposta stessa. Io trovo questo argomento pericoloso soprattutto per la superficialità e la balordaggine con cui viene trattato da chi lo propone come vessillo di affrancamento dalla ‘cattiva Madre-Europa’ ( ma in realtà solo a scopi elettorali).

  • Sarà che  ho vissuto numerose volte la svalutazione della Lira, considerata- la svalutazione –  una mossa sempre e comunque vincente, ma che a me non appariva tale;
  • sarà che mi ricordo dei rendimenti dei Bot annuali al 18% , contro una inflazione del 22% nei primissimi anni ’80; e non capivo la contentezza degli ‘investitori’.
  • sarà che gli Italiani sono avversi a qualsiasi assunzione di responsabilità, ieri come oggi,

                              ma non sono tra coloro che stigmatizzano l’ Euro!

L ‘euro è uno strumento, e come tale è eccellente e utile se usato bene, nocivo e deleterio se usato male!

Mi è piaciuta molto la sintesi del prof. Andrea Terzi – docente di economia alla Franklin University Switzerland e all’ Università del Sacro Cuore di Milano – sui falsi miti riguardo l’ipotetica uscita dall’euro da parte dell’Italia. Infatti, quando sentiamo alcuni politici  parlare di questo argomento, l’improvvisazione, la superficialità e la banalità delle ‘argomentazioni’ la fanno da padrone.

Questo è un argomento delicatissimo e non può essere ridotto a slogan. Anche i Francesi non hanno creduto allo slogan della Le Pen.

Inoltre, siamo veramente sicuri che – allora ( con la lira, durante la prima repubblica, con i partiti cosiddetti ‘storici’, l’inflazione a 2 cifre, ecc) , andasse tutto meravigliosamente bene?

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A mio avviso, i nostri problemi attuali sono il risultato di decenni di politiche scellerate, per non dire peggio, e non conseguenze dell’introduzione dell’Euro.

Ecco quali sono, secondo il professor Terzi, i 5 miti da sfatare e che qui di seguito velocemente riassumo:

 

1.L’uscita dall’euro  è un percorso facilmente attuabile e programmabile.

FALSO Implicherebbe una rottura drammatica con gli altri Paesi europei , una sorta di secessione, e di prevedibile emarginazione del nostro Paese. Inoltre, anche dal punto di vista della nostra Costituzione, Italexit è assai difficile da proporre.

 

2 Depositi e prestiti bancari convertiti in lire a vantaggio di tutti

NON DI TUTTI .La lira potrebbe essere fortemente penalizzata ( siamo anche importatori oltre che esportatori) e convertire le nostre ricchezze finanziarie dal certo ( €) all’incerto ( Nuova £) porterebbe a penalizzazioni pesanti. Personalmente, i miei investimenti li terrei investiti in euro e così consiglierei di fare ai miei clienti, continuo io.

 

3. Il nostro debito pubblico diminuirebbe.

INFONDATO.Anzi, si aprirebbe un arbitrato internazionale sui debiti emessi dal 2013 in poi, in quanto questi titoli sono emessi con clausole di azione collettiva ( che non permette il cambio di valuta, ma la possibilità di rinegoziare il debito)

 

4. La svalutazione competitiva darebbe slancio alla crescita

ILLUSORIO . Puntare solo sulle esportazioni  è una strategia miope che espone a cambiamenti dei rapporti commerciali di altri paesi, che potrebbero reagire di conseguenza con dazi e tariffe sull’import. Tra l’altro dal 2009 al 2016 (dati Eurostat), l’Export  italiano è cresciuto del 40%

5.L’euro è la causa di tutti i problemi  della nostra economia

INGIUSTIFICATO. Come ho anticipato in questo articolo, non possiamo addossare alla nostra valuta colpe che non ha. Secondo il prof. Terzi, 2 sono le principali cause del cattivo andamento dell’economia italiana. a) L’Europa che ha puntato solo su vincoli e controlli frenando così ogni tentativo di crescita – b) E questo per me è molto più importante, il nostro è un Paese corrotto, con una burocrazia cattiva, un apparato giudiziario inefficiente, e tutto il disastro che ne consegue!

 

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Non esiste mai un ‘ritorno alle condizioni precedenti’, perchè la storia va sempre avanti e perchè, anche se in presenza di cicli, questi non sono mai uguali.

Pensare di ‘tornare ai bei tempi passati della Lira’ è pura illusione e niente è più deleterio sia per singoli individui che per interi popoli che attaccarsi ad accattivanti chimere.

Martin Luther King diceva ‘I have a dream’

pensando ad una futura America unita e non razzista.

Noi sembriamo voler dire:

‘Torniamo indietro di 20 anni , noi vogliamo un’ Europa divisa e chiusa

 

 

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