Qualche giorno fa, un cliente mi pone una domanda e credo di far cosa gradita rispondere pubblicamente, poichè questo è un quesito frequente in questi giorni: vendere o non vendere i titoli azionari o fondi che hanno guadagnato così tanto? Ricordo che lo scorso lunedi l’indice STOXX 600 ( il principale indice delle borse europee) ha raggiunto il massimo storico, cosiccome l’indice Nasdaq al massimo dal 2000.

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Mi scrive:”Dopo un mese ( o forse due )  dove le borse hanno fatto il loro dovere , a me viene il sospetto che molti preferiscono ( come il sottoscritto ) , prendere profitto  ” SOLITO DILEMMA ” . Cosa ne pensi ? ”

Anzitutto un piccolo appunto: il  dovere’ delle borse valori è quello di far incontrare domanda ed offerta  – come tutti i mercati – ,di formare i relativi prezzi e di controllare la correttezza delle transazioni e dei procedimenti e non quello di offrire alti rendimenti costanti e sempre positivi. Magari fosse così!

Riguardo la specifica domanda:”Prendere profitto?’

  • Io rispondo: ” Dipende”
  • Ma ‘da cosa dipende’?
  • Avrete già capito che userò molti condizionali, perchè non esiste – di per sè – una decisione giusta o sbagliata, ma decisioni più o meno coerenti con la propria situazione familiare o personale , rispetto ai mercati ed al grado di rischio che si vuole assumere.( Già, perchè, volenti o nolenti, un certo livello di  Rischio lo dobbiamo . comunque – preventivare e dubitate che chi vi dice il contrario!)                              
  • Dipende da cosa voglio vendere: se sono stati dei singoli titoli ad aver guadagnato molto, magari persino più del loro benchmark – indice di riferimento – è consigliabile vendere ed incassare il profitto derivato. Per esempio,se si ha in portafoglio un BTP acquistato ad un prezzo molto minore di quello attuale, potremmo considerarne la vendita, visto che le cedole dei BTP di recente emissione non sono mai state cosi basse. Altro esempio: se una singola azione ‘corre’ più veloce del benchmark, questa corsa potrebbe repentinamente fermarsi od indietreggiare. Meglio vendere.
  • Dipende da quanto voglio vendere: la parte che ha guadagnato tanto è tutto il mio capitale oppure rappresenta una piccola percentuale? Nel primo caso, visto che si è vinta una scommessa,(che abbiamo anche inconsapevolmente fatto) meglio vendere, subito. Nel secondo caso,invece, potrebbe essere una buona mossa quella di ridurre la percentuale di esposizione di quei fondi che hanno performato molto e di non uscire da quei mercati che si considerano più promettenti per il futuro. Penso ai fondi – nicchia.
  • Dipende da cosa poi farò con il ricavato della vendita: spendo quei soldi o li reinvesto? Se li reinvesto, dove e soprattutto quando? Se le somme disinvestite servono per qualche spesa precedentemente programmata, meglio vendere subito.Ma se poi, invece, si ha la tentazione di ri-comperare , per poi ri-vendere e così via – cioè fare trading – il discorso di fa ancora più complesso. Infatti, il trading deve essere fatto con mezzi adatti e con la consapevolezza che il rischio assunto è comunque sempre alto.Infatti, anche i migliori gestori al mondo hanno percentuali di errore di timing molto alte, che eventualmente vengono abbassate da complicate operazioni ad hoc , quali l’arbitraggio, i derivati ecc., strumenti molto complessi che non sono immediatamente comprensibili.

Concludendo, non esistono – come dicevo in precedenza – soluzioni sempre completamente giuste o completamente errate. E dobbiamo poi tener presente anche un importante fattore che non ho citato e cioè l’aspetto psicologico delle scelte finanziarie. Ma per questo ho in programma di scrivere un articolo dedicato perchè vale veramente la pena conoscere il motivo per il quale decidiamo qualcosa che riguarda i nostri soldi. Eviteremmo così errori grossolani ma che possono avere conseguenze devastanti sui nostri risparmi. 

 

 

Attento i vostri commenti

 

Raffaella